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martedì 22 gennaio 2008

Stefigno blocca la blogosfera

Volevo fare un post, ma mi sono imbattuto in Stefigno su UStreamTV e ho dimenticato quello che volevo scrivere!

lunedì 14 gennaio 2008

Dei rifiuti campani, dei politici, del Bostik e della mia ingenuità.

Io appartengo a quella categoria di persone che quando si trova d'avanti a un problema, per prima cosa ne cerca la soluzione, poi si organizza per evitare che la cosa si ripeta e solo infine cerca di capire di chi è stata la "colpa" di ciò che si è verificato. Beh, ho sempre pensato di seguire un criterio migliore di quelli che, invece, quando si presenta una rogna, cercano solo di poter addossare la colpa a qualcuno senza preoccuparsi poi se la situazione verrà risolta. È per questo che mi auguro che l’emergenza dello smaltimento dei rifiuti campani sia sbrogliata al più presto, ma stavolta mi sono anche chiesto come mai il maggiore responsabile di questo scempio che, personalmente (magari anche sbagliando?) avrei individuato nel Governatore della Regione Campania, non si fosse ancora dimesso dal suo incarico, ed ancor più (visto che in Italia non si dimette nessuno volontariamente) mi sono chiesto perché mai non fosse stato messo in condizione di dimettersi dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Martedì scorso l’amministratore campano era stato ricevuto dal Primo Ministro e credevo che fosse “esonerato”, ma niente; il giorno dopo c’è stato un vertice a Palazzo Chigi tra governo e Regioni sull’emergenza rifiuti in Campania ed ho pensato che stavolta non l’avrebbe salvato neanche il vaccino antinfluenzale… e invece ancora nulla! Chissà mai perché? La risposta l’ho avuta facendo conoscenza con i nostri rappresentanti alla Camera del Senato. Non è che sono andato a conoscerli tutti (d’altra parte non che ci tenga particolarmente), ma ho semplicemente cercato di capire meglio chi sono, fino scoprire (e non ne sono neanche rimasto troppo sorpreso) che una elegante senatrice è la gentile moglie del Governatore della Regione Campania. Di certo la Signora non influenzerebbe mai in alcun modo il giusto governare dei nostri Ministri, ma tutti sanno quanto il nostro Presidente del Consiglio tenga allo spirito di gruppo dei rappresentanti della maggioranza al senato, dove anche un solo voto può valere la poltrona. Così, in un Paese dove i “politici” si spalmano il Bostik sul fondo dei pantaloni prima di occupare la loro sedia, mi ritrovo ancora, alla mia età, con l’ingenuità di pensare che qualcuno possa dimettersi per manifesta incapacità a svolgere il proprio compito. Povero me!


lunedì 7 gennaio 2008

Era oggi ma son passati già trent'anni.

Non per propaganda, presunzione, voglia di particolareggiare, polemica, illusione di giustizia o addirittura suscitar rimorsi nelle coscienze di qualcuno, ma solo perché son certo che sia giusto ricordare il 7 Gennaio 1978. Perché spesso ci ripenso a quel giorno quando, adolescente, alle 7 della sera si doveva essere in casa, si aspettava il telegiornale che ne raccontava sempre una peggiore. E quella sera raccontò della strage di Acca Larenzia in cui furono barbaramente giustiziati due ragazzi di 20 e 18 anni, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta per il loro grande peccato di essere iscritti alla locale sezione del MSI. A seguito degli incidenti che scoppiarono nel preciso momento in cui un giornalista (o cameramen) della Rai gettò con disprezzo un mozzicone di sigaretta nella pozza di sangue di Bigonzetti, un altro ragazzo di 19 anni, Stefano Recchioni, fu ucciso da un colpo di pistola in fronte, esploso da un tenente dei carabinieri. Tre ragazzi. Tre giovani non tanto più grandi di me avevano perso la vita, non per incidente o malattia ma per preciso progetto di qualcuno. E io che non capivo cosa gli si era stato contestato mi sentii subito spinto ad unirmi al dolore delle loro famiglie. Meno ancora, il giorno dopo, capivo i discorsi che sentivo alla fermata dell'autobus, nel cortile della scuola, in piazza di fronte alla chiesa, di gente che giustificava, anzi approvava e quasi festeggiava. Solo una cosa ho capito in quel caos della mente, e mi era chiaro ed evidente: non per le idee politiche, neanche per i colori, non per il modo di vestire o di parlare, ma per l'inciviltà e la barbarie forse quasi mezza di quell'Italia trent'anni fa mi stava già sul c**zo!

domenica 6 gennaio 2008

Sotto a un treno

Influenza di merda, erano anni e anni che non mi considerava, mi stavo convincendo che mi avesse dimenticato e che mai più ci saremmo incontrati... Invece eccola qui! Ha bussato l'altra sera, ma non ho voluto aprire, poi ieri mattina, seppur sabato, sono uscito di casa per una veloce riunione di lavoro, durante la quale ho dovuto salutare tutti scusandomi perché non stavo bene. Non ricordo come abbia fatto a guidare semicollassato nei 15 Km che mi separavano da casa, ma alla fine sono arrivato e mi sono infilato nel letto. Dalle 11 di ieri mattina mi sono alzato dal letto solo 2-300 volte per andare in bagno (influenza di merda) e sono a digiuno dalla cena dell'altro ieri. Avere la febbre alta a me (che non viene mai) toglie tutte le forze, se arriva accompagnata da una dissenteria acuta, mi è chiarissima la sensazione di stare male, così, anche se ho delle cose da fare mi autocensuro e resto a letto. Se poi, insieme, arrivano anche dolori in parti del corpo che non sapevi neanche di avere, spasmi e crampi addominali che provocano vomito ogni 6 minuti, allora non sei solo malato: stai proprio sotto a un treno!

martedì 1 gennaio 2008

Un altro anno di tante cose nuove. Buon 2008!

Another year over,
a new one just begun!


...Non starò qui a fare il resoconto del 2007, non mi metterò a contare le cose positive e quelle negative che mi ha portato. Non farò l'elenco dei buoni propositi per questo nuovo anno che già so mi farà cambiare sede di lavoro e tornare ad occuparmi più assiduamente di ciò che mi piace: ne parleremo durante lo svolgimento delle novità. Non scriverò della nostra Costituzione che oggi compie 60 anni di onorato servizio e che meriterebbe molto più rispetto di quanto qualcuno gliene riserva. Oggi voglio solo augurare a tutti i miei cari, ai miei amici, ai lettori di queste pagine, a quelli che ci passano per caso, a tutti tutti, ma proprio a tutti
BUON 2008!

martedì 25 dicembre 2007

Alla fine arriva il Natale...

Ogni anno il Natale sembra arrivare prima, gli addobbi nei centri commerciali spuntano nel mese di novembre ed ogni volta il giorno ha sempre un numero più piccolo della volta precedente, di seguito arrivano le luminarie nelle strade del centro, le offerte speciali, le promozioni natalizie e i vestiti da sera nelle vetrine delle sartorie di classe. Non riesci a farne a meno ed inizi a pensare ai regali per i tuoi cari, ai giocattoli per i bambini (i tuoi figli, i nipotini, i comparetti e commarelle ecc...): alla metà di novembre o poco oltre ne hai già acquistato un po' ed è finita la riserva mensile delle disponibilità economiche.

Per fortuna il mese finisce presto e prima che succede ti si riempiono di nuovo le tasche, hai la ferma convinzione che un pensierino per gli amici e i colleghi sia un gesto apprezzabile, così ricominci i giri del consumo che, magari, ti portano anche fuori città, nonostante qualche camionista scioperante non abbia intenzione di farti prendere l'autostrada e i carburanti, sempre più costosi, si facciano desiderare. Dilapidi una fortuna ma sei soddisfatto di aver pensato veramente(?) a tutti e poi di lì a poco arriverà anche la tredicesima. Poi arriva e ti rendi conto. Ti rendi conto che è meno di quanto ti aspettavi, che non avevi pensato veramente a tutti, che c'è il gas da pagare, che scadono le polizze, che c'è un altro paio di accidenti che ti assottiglieranno le finanze, che la tredicesima era arrivata e in due giorni è terminata. Nel frattempo ti si è riproposta la situazione sconcertante degli spostamenti nella città: quando manca una settimana a Natale iniziano a spostarsi in auto quelli che durante tutto l'anno l'auto ce l'anno nel garage, la spolverano e l'accendono solo per prepararla al 18 dicembre, fatidico giorno dell'apertura delle gabbie dei patentati a forza. Da tale data riuscire a tornare a casa, la sera, senza neanche una ammaccatura al paraurti o una strisciata a una fiancata è un evento che merita applausi e festeggiamenti (e meraviglia!). E quando, nonostante ti sia sforzato di prendere tutto in allegria e con un pizzico di ottimismo (ch'è il sale della vita! Gianni!), stai per maledire solennemente gli ultimi cinquanta giorni dell'anno, ti accorgi che alla fine arriva il Natale. E sei sereno perché è arrivato, finalmente, il Natale vero, quello che senti dentro, quello che non è fatto di regali ma di piccoli pensieri (ma non piccoli pensieri = regalini) che sbocciano dalla mente e dal cuore e sono rivolti a tutti coloro a cui potresti regalare un sorriso di un nanosecondo, a tutti coloro che contano su di te o che non ti conoscono neppure. Alla fine arriva il Natale che ti aiuta a decidere la cosa giusta, che ti spinge ad essere gentile anche con l'edicolante antipatico e a salutare cordialmente il signore che ha il posto auto accanto al tuo nel parcheggio dell'ufficio. Finalmente arriva il Natale che ti fa riaffiorare i ricordi di bambino, quando era accanto a te qualcuno che vorresti ancora vicino, magari anche solo per un momento, per dirgli una volta ancora "Auguri, nonno!". No, non potrai farlo, ma c'è una soluzione: gridalo a chiunque, dillo con passione, fallo con il cuore e arriverà lassù anche a lui, così come spero che arrivi a tutti voi il mio più sincero "Buon Natale!

lunedì 3 dicembre 2007

La tecnologia amica (intima).

Giuro non capisco chi ancora dubita che la tecnologia sia la più grande alleata dell’umanità e ora voglio dimostrare che, anzi, è una fedelissima amica, un’amica intima addirittura! Come? Semplice: devi trascorrere 2 giorni a Londra, durante il primo potrai pranzare e cenare a base di tipiche ricette britanniche, poi tirare tardi in qualche pub sorseggiando qualche birra, anche più del solito, e nel secondo giorno vai a fare una passeggiata per le vie di Westminster per vedere il palazzo del Parlamento. Di sicuro cibarie e alcolici faranno il loro effetto e proprio quando ti sentirai perso in vortice che ti sta risucchiando, quando stai perdendo ogni speranza di poter resistere a quella spirale che sta per rapirti, sentirai il dolce suono della notifica dell’sms che ti salverà.


Arriva da SatLav, è il servizio che permette di trovare il bagno disponibile più vicino: basta inviare un messaggio con la parola toilet al numero 80097 per ricevere in pochi secondi un sms di risposta con le informazioni necessarie per sapere dove andare a scaricarsi. Le autorità del quartiere sono entusiaste di questo progetto partorito da Gail Knight, studente ventiseienne del posto, il quale spera che (almeno per una volta) un’idea che fa cagare gli porti parecchio fortuna!

mercoledì 28 novembre 2007

Perché mi toccano il cavo?

Antefatto.
Nella nostra filiale del comune limitrofo a 15 Km dalla sede giovedì scorso si lamenta un problema alle linee telefoniche e chi chiamano? Me! Il problema mi viene presentato così: "Quando un collega fa una telefonata, io e tutti gli altri non possiamo telefonare perché non abbiamo la linea e alcuni clienti ci hanno riferito di aver provato a chiamarci, risultava libero, ma non hanno avuto risposta perché noi non abbiamo sentito squillare i telefoni...". Rispondo che è un tipico caso in cui si ha l'accesso ad una sola delle linee, il problema viene dal centralino, consiglio di chiamare l'istallatore, ché non posso muovermi dal mio ufficio.

Catastrofe.
Venerdì mattina non faccio in tempo ad arrivare in ufficio che sono raggiunto dal minaccioso trillo di una telefonata che arriva dalla stessa filiale: "Siamo nei guai più assoluti: non funziona neanche il collegamento alla sede, aprendo il programma ci dice che è impossibile visualizzare la pagina!". Mi tolgo il giubbotto, faccio un rapido controllo e mi affretto a rispondere che la VPN funziona, le altre filiali sono collegate e col programma (che funziona in una finestra del browser) aperto. Il guaio purtroppo è lì, sul posto, ma per tutta la mattinata sono impegnato in sede. Quando mi viene spiegato che la spia "DSL" del router lampeggia invito il collega a chiamare il provider lasciandogli il mio numero.
Ora viene il complicato: avevamo tutte le linee con un gestore telefonico che, diciamo, si chiama TE, su una linea del quale è stata attivata una flat adsl tramite un provider che supponiamo si chiami TI, poi per ragioni amministrativo-commerciali (non tecniche, comunque) sono state passate tutte le linee tranne quella con l'adsl ad un altro gestore che chiameremo FW, così per il problema viene chiamato TI.
Intorno a mezzogiorno mi chiama TI che mi dice che l'adsl non è attiva perché la linea è stata disdetta presso TE e non possono più erogare il servizio (che però continueranno a fatturare in mancanza di formale disdetta anche presso di loro), allora penso che l'operatore sia "mirto addicted" e prendo un appuntamento telefonico per le 12,30. Nel frattempo chiamo TE che mi conferma che la linea non è più gestita da loro da ottobre 2006 - sì, e per 13 mesi perché avranno inviato regolari fatture? ...e perché saranno state regolarmente pagate? Allora chiamo FW che mi racconta che quella linea l'hanno presa in carico ad agosto 2006 ma ad ottobre dello stesso anno è stata scollegata - sì e per 13 mesi ci siamo collegati con l'incredibile potenza del pensiero! Altro giro di telefonate a TI, TE, e FW e decido di partire. Decido di partire dopo pranzo, percorro 15 Km in 48 minuti (c'era appena un po' di traffico) e trovo uno schieramento di prese, borchie isdn, scatolette piene di filtri e cavi intrecciati, router VPN, router voip, firewall, centralino e non un solo cavo con un tragitto lineare. Dovevo tornare al più presto, così rinuncio quasi subito rimandando tutto a lunedì.

Soluzione.
Lunedì, dopo un altro giro a TI, TE e FW, non parto da solo: andiamo in 2 perché il problema appare insormontabile! Arriviamo, stesso spettacolo, ma mi si accende una lampadina: "ma il centralino sarà stato resettato?". Reset del centralino e il problema delle telefonate è risolto! Poi individuiamo le linee telefoniche, quelle fax e ci restano due prese di cui una deve essere quella dati: al mio collega viene in mente di invertire i due relativi cavi, a me sembra impossibile che qualcuno abbia potuto scambiare le spine, ma lui esegue lo swap e... magia(!) dopo 6 minuti che eravamo lì, torna tutto in funzione!

Morale.
Andate tutti a ca**re!

lunedì 19 novembre 2007

Mac OSX, Linux, Windows: Triplo Boot su Macbook

Il mio macbook era relegato a fare la parte del giocattolo che si collega ad internet, la quasi totalità dei miei clienti/amici hanno nelle loro aziende/studi/case sistemi basati su Windows e qualcuno su Linux e portarmi un notebook con Mac OSX a volte non mi aiutava a risolvere i problemi per i quali mi chiamano. Così, oltre il classico Mac OSX, ho istallato sul mio macbook anche Windows e Linux prima con la distribuzione 7.04 di Ubuntu e poi sono passato alla 7.10 Gusty Gibbon. Ho avuto il tempo di fare un po’ di prove e sono soddisfatto di come si comporta ognuno dei sistemi operativi, quindi, se anche voi avete l’esigenza di poter lavorare nei diversi sistemi e non avete la necessità o la pazienza di istallarli su una macchina virtuale, vi consiglio di operare come segue:



Procuriamoci gli ingredienti.
  • Abbiamo bisogno di un bel macbook (non ci credereste, ma non importa se è bianco o nero!), il mio ha un processore Intel Core 2 Duo a 2GHz con 2Gb di Ram, hard disk da 160Gb e unità SuperDrive (masterizzatore di DVD Dual Layer), ma il tutto può funzionare anche con meno "attrezzatura";
  • ci serve, poi, un CD di istallazione di Windows regolarmente licenziato (io ho istallato XP Professional perché è lo stesso che la maggior parte dei miei clienti/amici ha sui propri client e perché Vista non è ancora entrato nelle mie simpatie e costa troppo);
  • dobbiamo avere un CD o DVD con la distribuzione di Ubuntu 7.10 Gusty Gibbon (ho utilizzato la versione x86 a 32 bit per semplicità e compatibilità, ma ho letto da qualche parte che funziona anche la AMD64)
  • avviato Mac OSX ci scarichiamo BootCamp e Refit
  • assolutamente necessario sarà un CD dei driver per Windows dei componenti del Macbook, perciò istalliamo BootCamp, il software nato per far girare Windows su qualunque Mac con CPU Intel. Basta seguire le semplici istruzioni a video per creare il CD dei driver ed è importante farlo a questo punto: una volta istallati gli altri Sistemi Operativi, il programma potrebbe non riconoscere il formato del disco e non partire. ATTENZIONE: questo software permette anche di partizionare il disco per ricavarne una partizione Fat32 su cui istallare Windows ma NON PARTIZIONARE IL DISCO CON BOOTCAMP (almeno io non l’ho fatto)!
  • ultimo requisito (ma primo in ordine di importanza) bisogna munirsi di grande pazienza!

Preparazione

Avviamo Mac OSX ed eseguiamo l’Aggiornamento Software del S.O. all’ultima versione e l’aggiornamento del firmware all’ultima versione, riavviamo tutte le volte che ci viene chiesto e alla fine possiamo incominciare.

Apriamo il teminale di OSX e digitiamo

diskutil list
 avremo per risposta qualcosa del genere 
/dev/disk0
___ #: ____________________ type name
_______ size _________ identifier
___ 0: __ GUID_partition_scheme ___________ *149.1 GB ________ disk0
___ 1: _______________________ EFI _________ 200.0 MB ________ disk0s1
___ 2: ____ Apple_HFS Macintosh HD _________ 149.1 GB ________ disk0s2

che ci fa vedere come è organizzato il nostro hard disk. Teniamo a mente il nome del dispositivo su cui è istallato il S.O. di casa Apple (nell’esempio è disk0s2) che dobbiamo partizionare per far posto agli altri due tramite il comando diskutil resizeVolume. La sintassi è:

diskutil resizeVolume /dev/disk$OSX Grand_partOSX Tipo_part2 Nome_part2 Grand_par2 Tipo_part3 Nome_part3 Grand_par3

quindi, per esempio:

diskutil resizeVolume /dev/disk0s2 80G Linux Linux 39.3G "MS-DOS FAT32" Windows 29.8G

il vostro hd avrà probabilmente capacità totale diversa, o magari volete riservare diverse capacità alle partizioni: dovete solo variare i parametri relativi alle grandezze delle partizioni considerando che la partizione per Windows DEVE ESSERE L’ULTIMA (non chiedetemi perché, ma per qualche strana imposizione se non viene messa per ultima non funziona) e che per formattarla in Fat32 (può essere comodo per lo scambio di files tra i diversi S.O.) non deve superare il limite dei 32 miliardi di byte. A questo punto riavviamo il notebook e, aperto di nuovo il terminale ripetiamo

diskutil list

stavolta ci troveremo le indicazioni di questo genere:

/dev/disk0
___ #: ____________________ type name _______ size ________ identifier
___ 0: __ GUID_partition_scheme ___________ *149.1 GB ________ disk0
___ 1: _______________________ EFI _________ 200.0 MB ________ disk0s1
___ 2: ____ Apple_HFS Macintosh HD _________ 80 GB ___________ disk0s2

___ 3: ______ Microsoft Basic Data _________ 39.3 GB _________ disk0s3
___ 4: ________ Microsoft Reserved _________ 29.8 GB _________ disk0s4

Istallazione e configurazione di Windows.
OK, possiamo istallare Refit (nel Mac OSX Disk), poi inseramo il CD di istallazione di Windows e riavviamo. Con l’ultima versione di Refit non c’è bisogno di configurare nulla e alla ripartenza ci chiederà se vogliamo eseguire il bootstrap dalla mela di Mac Osx oppure dal CD di Windows: partiamo da quest’ultimo ed eseguiamo tutta l’istallazione.
ATTENZIONE: NON SI PUO’ assolutamente ripartizionare (di nuovo) il disco, (ripeto) come partizione di istallazione si DEVE scegliere l’ultima (quella marcata come C:) e si DEVE formattare la partizione (io ho scelto “Formattazione Rapida Fat32”: mi sono perso i vantaggi dell’NTFS ma posso più facilmente scambiare informazioni tra i S.O.)
Da questo momento, ad ogni riavvio del Macbook durante l’istallazione (almeno 2) chiediamo a Refit di eseguire la partenza da “Windows su Hard Disk”. In circa mezz’ora avremo la nostra istallazione, inseriamo il CD dei driver per Windows ricavato da BootCamp e istalliamo anche quello, ci impiegherà un po’ di tempo ma caricherà tutti i driver di tutti i componenti hardware. Appena finito possiamo usare Windows a piacimento e iniziare a inserire i nostri programmi preferiti (da ricordare antivirus, antispyware e personal firewall, ché quello di Windows fa ridere!).

Istallazione e configurazione di Linux (Ubuntu 7.10).
Accendiamo o riavviamo il Macbook con il CD di Ubuntu inserito, Refit ci chiederà quale S.O. vogliamo far partire: scegliamo Linux da CD. In poco tempo sarà caricato l’ambiente desktop grafico di Ubuntu funzionante dal Live CD da cui possiamo fare un doppio click su Installa per avviare il programma che istallerà Linux sul nostro hard disk. Dobbiamo, adesso, porre attenzione a 2 punti particolari: la scelta della tastiera e il partizionamento del disco. Il layout della tastiera da scegliere è Italiana (e basta) senza cadere nella tentazione di scegliere Italiana Apple (o Italiana MacIntosh – a seconda della distribuzione). Per quanto riguarda il partizionamento del disco scegliamo di farlo manualmente. Refit proietta nella configurazione EFI del disco un classico MBR che possiamo utilizzare per le nostre istallazioni, ma questo ci permette di poter avere solo 4 partizioni primarie e poiché la prima è occupata dal Sistema EFI, la seconda dal Mac Osx e l’ultima da Windows, non possiamo far altro che scegliere di istallare Linux nella partizione sda3 avendo cura di NON ridimensionarla, dandole punto di mount / (sarà l’unica partizione Linux, non avremo neanche quella di swap) e formattandola.

Non avere partizione di swap non crea alcun problema di lentezza né di indecisioni del Sistema ma non so se le stesse prestazioni e affidabilità siano garantite anche su macbook equipaggiati con solo 1Mb di ram, in ogni caso sono sicuro che sia possibile risolvere eventuali problemi creando e facendo usare ad Ubuntu un file di swap vuoto da un paio di Mb.

Portata a termine l’istallazione, posiamo rimuovere il CD/DVD e riavviare: ci sarà sempre Refit a darci il benvenuto visualizzando i sistemi operativi disponibili ma sia che sceglieremo Windows, sia Linux, partirà comunque il boot loader Grub da cui dovremo impostare il S.O. che vogliamo caricare.

Non abbiamo ancora finito, avviato il Gusty Gibbon dovremo ancora configurare un po’ di cose, così muniamoci di un cavo di rete per collegarci al router ed avere accesso a internet, poiché la Airport degli ultimi Macbook con processore Intel Core 2 Duo non sarà al momento funzionante (cosa che non si verifica se si ha uno dei primi Macbook con CPU Intel Core Duo la cui scheda wireles lan viene immediatamente riconosciuta e messa in funzione).
Airport
Dal momento che l’abbiamo nominata, partiamo proprio dalla Airport e vediamo come caricare i driver del chipset Atheros Wifi che la equipaggia, così apriamo una sessione terminale per scaricare il driver e istallarlo digitando i seguenti comandi:

sudo aptitude install build-essential wget http://snapshots.madwifi.org/madwifi-trunk-current.tar.gz
____ (se qui sopra vedete più di una riga, sappiate che è un unico comando!)
tar –zxvf madwifi (premi TAB)
cd madwifi (premi TAB)
make
sudo make install


(non ricordo se durante l’istallazione veniva richiesto se si vuole sovrascrivere qualche file solo nella 7.04 o anche nella 7.10: in ogni caso se si presentasse la domanda risponderemo che vogliamo la sovrascittura)

Il driver della scheda di rete senza fili è così istallato, il sistema la riconosce come ath0, dovremo riavviare e configurare i parametri per il collegamento. Per farlo possiamo utilizzare l’interfaccia grafica: clickiamo su Sistema/Amministrazione/Strumenti di rete, nella scheda Interfacce scegliamo ath0 e clickiamo su Configura: possiamo disabilitare la Modalità roaming, inseriamo l’ESSID, il tipo di chiave di protezione e la chiave stessa, più in basso possiamo scegliere se vogliamo che un server DHCP ci attribuisca un indirizzo IP oppure lo inseriremo manualmente insieme alla sottomaschera e all’indirizzo del gateway.
Intel GMA950, Audio, iSight
Non dovremo scaricare e istallare alcun driver della nostra scheda video, né della scheda audio e della webcam integrata: finalmente in Gusty Gibbon sono supportate “out of the box” J così come pure i tasti funzione per la regolazione della luminosità e del volume!
Tastiera e trackpad
Per il tuning della tastiera e il tarckpad ci si può sbizzarrire, in ogni caso le cose a cui non si può rinunciare saranno: un tasto “Alt Gr” indispensabile per le @, #, le parentesi quadre ecc.; un tasto che faccia da “Click destro” e uno che faccia da “Click centrale”; infine ci piacerebbe poter usare lo scorrimento con 2 dita sul trackpad, il click tramite tap (un dito) e il click destro tramite doppio tap (con 2 dita contemporaneamente). Per quanto possibile utilizzeremo le procedure più semplici per ottenere lo scopo: si (ri)parte!

  • Trasformiamo il tasto “Mela destro” in “Alt Gr”: clickiamo su Sistema/Preferenze/Tastiera, nella finestra che si apre scegliamo la scheda Opzioni di disposizione e selezioniamo Selettore di terzo livello, infine spuntiamo l’opzione Premere il tasto Win destro per scegliere il 3° livello. Fatto! Riavviamo il “server X” premendo Ctrl+Alt+Backspace ed avremo il tasto “Alt Gr” a disposizione!
  • Ora trasformiamo il tasto “Enter basso” nel tasto destro del trackpad e la combinazione “AltGr+EnterBasso nel tasto centrale del tackpad: clickiamo su Sistema/Preferenze/Accesso Universale/Accessibilità Tastiera, nella finestra che si apre spuntiamo (in alto) Abilitare le funzioni di accessibilità della tastiera, poi scegliamo la scheda Mouse da tastiera e spuntiamo Abilitare il mouse da tastiera e chiudiamo la finestra di configurazione.

A questo punto dovremo aprire il terminale e inserire il seguente comando:

sudo sed -i~ 's/KP_Enter/Pointer_Button3, Pointer_Button3, Pointer_Button2, Pointer_Button2/' /etc/X11/xkb/symbols/keypad

Riavviamo il “server X” premendo Ctrl+Alt+Backspace ed avremo a disposizione tasto destro e centrale del trackpad rispettivamente con “EnterBasso” e “AltGr+EnterBasso”

  • Ultimo passo sarà quello di configurare il trackpad per permettere lo scroll con le due dita, il click via tap e il click destro via doppio tap (con due dita contemporaneamente). Facciamola semplice, apriamo il terminale ed editiamo il file xorg.conf che si trova nella directory /etc/X11/ (con vi va benissimo!) e sostituiamo la sezione “InputDevice” identificata con "Synaptics Touchpad" con il seguente testo (NON fare il copia e incolla!):
____ Section "InputDevice"
_____________ Identifier "Synaptics Touchpad"
_____________ Driver "synaptics"
_____________ Option "SendCoreEvents" _______ "true"
_____________ Option "Device" _______________ "/dev/psaux"
_____________ Option "Protocol" _____________ "auto-dev"
_____________ Option "LeftEdge" _____________ "150"
_____________ Option "RightEdge" ____________ "1070"
_____________ Option "TopEdge" ______________ "100"
_____________ Option "BottomEdge" ___________ "310"
_____________ Option "FingerLow" ____________ "25"
_____________ Option "FingerHigh" ___________ "30"
_____________ Option "MaxTapTime" ___________ "180"
_____________ Option "MaxTapMove" ___________ "220"
_____________ Option "MaxDoubleTapTime" _____ "180"
_____________ Option "VertScrollDelta" ______ "20"
_____________ Option "HorizScrollDelta" _____ "50"
_____________ Option "MinSpeed" _____________ "1.10"
_____________ Option "MaxSpeed" _____________ "1.30"
_____________ Option "AccelFactor" __________ "0.08"
_____________ Option "LockedDrags" __________ "off"
_____________ Option "TapButton1" ___________ "1"
_____________ Option "TapButton2" ___________ "3"
_____________ Option "TapButton3" ___________ "2"
_____________ Option "VertTwoFingerScroll" __ "1"
_____________ Option "HorizTwoFingerScroll" _ "0"
_____________ Option "VertEdgeScroll" _______ "0"
_____________ Option "HorizEdgeScroll" ______ "0"
_____________ Option "Emulate3Buttons" ______ "true"
_____________ Option "SHMConfig" ____________ "on"
_____________ Option "RTCornerButton" _______ "0"
_____________ Option "RBCornerButton" _______ "0"
_____________ Option "LTCornerButton" _______ "0"
_____________ Option "LBCornerButton" _______ "0"
____ EndSection

Se vogliamo attivare lo scroll orizzontale basta inserire “1” al posto di “0” nella riga relativa a "HorizTwoFingerScroll" ma si deve considerare che lo scroll orizzontale in Firefox determina la visualizzazione della pagina web “precedente” o “seguente” ed a me non è sembrato il massimo della comodità.

Ci fermiamo qui con la certezza che si potrebbe personalizzare molto altro ancora, ma quella è un’altra storia!

Per arrivare ad avere il tutto funzionante ho avuto bisogno di più di una prova, ho letto molto e in particolare mi è stata di aiuto questa guida nella documentazione ufficiale di Ubuntu

domenica 18 novembre 2007

Quando chiuderanno tutte le banche?

Oggi volevo andare a vedere la partita di pallone, l'ho già scritto nel febbraio scorso che non sono un frequentatore dello stadio, ma oggi avrei proprio avuto voglia di assistere alla partita della squadra della mia città. Però non posso, i panzoni dall'alto hanno deciso che oggi il campionato di calcio di serie B (e non solo) resterà fermo perché negli stadi ci vanno ANCHE i delinquenti a provocare disordini, inoltre qualche altro panzone ha deciso che non si può andare a vedere la propria squadra quando gioca in trasferta (forse perché si rischia di doversi fermare per fare pipì durante il viaggio e in qualche autogrill ci si può beccare una pallottola in testa!). A me continua a sembrare una grandissima stronzata che si chiudano gli stadi dove si riuniscono migliaia di appassionati dello sport nazionale, la stragrande maggioranza dei quali è composta da persone per bene. Se il problema è che ci vanno ANCHE i delinquenti, allora la soluzione è arrestare i delinquenti e non limitare la mia libertà di persona per bene di andare allo stadio. Se non riesci a prendere i delinquenti vuol dire che sei incapace di svolgere il tuo lavoro, allora alza il culo dalla tua sedia e lascia il posto a qualcun altro, se anche questo fallirà farà posto ad un altro ancora: ci sarà in questo Paese qualcuno capace di arrestare i delinquenti(?) o dobbiamo chiamare Starsky & Hutch? L'importante è che non se la prendano, come fanno ora, con le brave persone che vogliono SOLO assistere ad uno spettacolo sportivo, perché chiudere gli stadi per i teppisti che provocano disordini è una gran presa per i fondelli che mi induce a chiedermi quando chiuderanno tutte le banche e gli uffici postali(?): lì addirittura ci fanno le rapine!